lunedì 5 aprile 2010

esquizofrenia

mujer en reposo
el rostro

el rostro


pintura colectiva



el grito


mural emocion



empatia



autorectrato
questi sono disegni di un paziente da un autoritratto a un volto che poi si è suicidato gettandosi
dall'8 piano di un ospedale. mural emocion è stato realizzato due giorni prima del suicidio
collaborazione di javier Pastor
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dibujo de persona esquizofrenic
disegni di persone schizofreniche

gracias a javier pastor por la collaboraccion









dal progetto schizofrenia disegni di maurizio barraco






dal progetto Schizofrenia
dipinti di maurizio barraco


Esquizofrenia
La salud mental depende generalmente de nuestra capacidad de amar y aceptar a los demás, de dar confianza y apoyo, y recibirlos, de nuestra tolerancia.

Desde mi concepto personal, el termino enfermedad mental cambia con Freud, quién incluye y demuestra una energía psíquica a la que denomina Libido, que actúa sobre nuestro inconsciente apareciendo en una serie de síntomas que imitan enfermedades o sucesos reales, confundiendo a médicos y entorno. Y diferenciando neurosis de psicosis, según se tenga o no Insight . Es decir sea consciente o no de su enfermedad.
La palabra esquizofrenia fue introducido por el psiquiatra suizo Bleuler en 1911. pero este trastorno ya fue identificado por el psiquiatra alemán kraepelin en 1896

Sin embargo Bleuler consideró más apropiado dar el nombre de esquizofrenia como una escisión en la asociación de ideas o como una retirada de la realidad y la vida social. El término de esquizofrenia en sí significa " mente partida".
No hay edad para la aparición de esta afección, aunque suelen comenzar al final de la adolescencia, incluso en la infancia, que suelen aparecer con problemas escolares o mal comportamiento.y que generalmente enmascaran una ausencia afectiva o de entendimiento.
 
En algunas personas que sufren la enfermedad ya habían sido diferentes en la niñez y en la juventud, solitarios, callados. Pero no necesariamente tiene que ser así, hay casos en los que no se detecte ninguna anomalía en la persona que sufre de esquizofrenia.

Hay una serie de síntomas que nos pueden ayudar en algunos casos ha detectarlas: apatía, falta de energía, falta de placer, insociabilidad, tensión y nerviosismo, pérdida del apetito o desorganización en las comidas, dificultad para concentrarse, dificultad en dormir, disfruta menos de las cosas, depresión y tristeza, preocupado, llegando a la obsesión con una o dos cosas, ve menos a sus amistades, piensa que se ríen o hablan mal de él, pérdida de interés en las cosas, hace a los otros culpables de su problema, generando si llegan a psicosis profunda le creencia de que determinadas personas son las culpables de su estado…
. Los síntomas patológicos de la esquizofrenia deben entenderse como un intento de escapar de alguna manera a una penosa realidad que el sujeto afectado no quiere admitir como realidad personal .interviniendo en gran medida una equivoca forma de pensar que el cree cierta,. 

Ciertas emociones excesivas pueden desencadenar los primeros brotes, pero también los brotes posteriores son provocados por situaciones emocionales aunque sean de carga leve.
La esquizofrenia va acompañada de una alteración del metabolismo cerebral, se trata de un funcionamiento excesivo de la dopamina. Los antipsicóticos bloquean el efecto excesivo de la dopamina y restablecen el equilibrio en el metabolismo cerebral. Sin embargo los neurolépticos también modifican otros ámbitos metabólicos cerebrales, de ello resultan, además de los efectos deseados, desafortunadamente también efectos laterales o secundarios indeseables.

Evidentemente la escuela psicoanalítica, no acepta medicación ya que considera que toda afección de este tipo tiene un origen psíquico y suple la acción de medicinas por terapias de adaptación, siempre y cuando el paciente presente un pequeño cuadro de consciencia...
Aconsejo leer de Freud…

"Introducción al psicoanálisis" ve la luz en el año 1916, en la que define con precisión el Yo, el Ello y Superyo, Eros y Tanatos, que resumían las claves para entender todo su pensamiento. En 1917 el tema central de sus investigaciones es la auto agresión, que se encuentra plasmado en "Duelo y Melancolía".
¿Por qué quieren suicidarse estas personas?

Leve introducción a la Esquizofrenia.

Aurora Piedrabuena Piedrabuena
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Verso una teoria della schizofrenia
EFFETTI DEL DOPPIO VINCOLO
dal libro di Bateson: "Verso un’ecologia della mente", Adelphi
Nel buddismo Zen si persegue lo scopo di raggiungere l’illuminazione, che il maestro Zen tenta in vari modi di indurre nel suo discepolo. Ad esempio, il maestro alza un bastone sulla testa del discepolo, e gli dice con tono minaccioso: Se tu dici che questo bastone è reale, ti colpisco. Se tu dici che questo bastone non è reale, ti colpisco. Se non dici nulla, ti colpisco ". A noi sembra che lo schizofrenico si trovi continuamente nella stessa situazione del discepolo, ma invece di raggiungere l’illuminazione, egli raggiunge piuttosto qualcosa di simile al disorientamento. Il discepolo Zen potrebbe anche stendere il braccio e strappare il bastone al maestro (il quale potrebbe accettare questa risposta), ma allo schizofrenico questa scelta è preclusa, poiché per lui il rapporto con la madre è importante, e inoltre gli scopi e la consapevolezza della madre non assomigliano a quelli del maestro.Noi avanziamo l’ipotesi che, ogni volta che un individuo si trova in una situazione di doppio vincolo, la sua capacità di discriminazione fra tipi logici subisca un collasso. Le caratteristiche generali di questa situazione sono le seguenti:
1. L’individuo è coinvolto in un rapporto intenso, cioè un rapporto in cui egli sente che è d’importanza vitale saper distinguere con precisione il genere del messaggio che gli viene comunicato, in modo da poter rispondere in modo appropriato.

2. E, inoltre, l’individuo si trova prigioniero di una situazione in cui l’altra persona che partecipa al rapporto emette allo stesso tempo messaggi di due ordini, uno dei quali nega l’altro.

3. E, infine, l’individuo è incapace di analizzare i messaggi che vengono emessi, al fine di migliorare la sua capacità di discriminare a quale ordine di messaggio debba rispondere; cioè egli non è in grado di produrre un enunciato metacomunicativo.

Abbiamo avanzato l’ipotesi che questo sia il genere di situazione esistente tra il pre-schizofrenico e sua madre; tuttavia è una situazione che si presenta anche nei rapporti normali. Quando una persona resta intrappolata in una situazione di doppio vincolo, avrà reazioni di tipo difensivo, simili a quelle dello schizofrenico. Un individuo prenderà per letterale un’asserzione metaforica, qualora si trovi in una situazione che lo costringe a rispondere, quando si trovi di fronte a messaggi contraddittori e quando non sia in grado di analizzare le contraddizioni. Ad esempio, un giorno un impiegato se ne andò a casa durante l’orario d’ufficio, e a un amico che gli aveva telefonato, chiedendogli in tono scherzoso: "Be’, che stai facendo li?" rispose: "Sto parlando con te". La risposta fu letterale, perché l’impiegato si trovava di fronte a un messaggio con cui gli si chiedeva che cosa facesse a casa quando si sarebbe dovuto trovare in ufficio, ma che allo stesso tempo negava questa domanda per il modo in cui era formulato (poiché il collega capiva che in fondo non erano affari suoi, aveva parlato metaforicamente). Il rapporto era abbastanza intenso da rendere la vittima incerta sul modo in cui l’informazione sarebbe stata usata, e perciò la risposta fu letterale. Ciò rappresenta una caratteristica di chiunque si senta al centro dell’attenzione, come dimostrano le risposte accuratamente letterali dei testimoni interrogati in tribunale; lo schizofrenico si sente sempre così acutamente esposto all’attenzione altrui, da dare abitualmente risposte letterali, con insistenza difensiva, quando ciò è affatto fuori posto, per esempio quando qualcuno sta scherzando.Inoltre gli schizofrenici confondono il letterale e il metaforico nei loro stessi messaggi, qualora si sentano presi in un doppio vincolo. Ad esempio, un paziente può desiderare di criticare il medico, che è giunto tardi a un appuntamento, ma allo stesso tempo può avere dei dubbi sul significato di questo ritardo, specialmente se il medico ha prevenuto la reazione del paziente e si è scusato per l’accaduto. Il paziente non può dire: "Perché questo ritardo? Forse perché oggi non voleva vedermi?", poiché questa sarebbe un’accusa; e quindi ricorre a un enunciato metaforico. Allora, magari, dice: "Conoscevo un tizio che un giorno perse il battello; si chiamava Sam, e il battello quasi affondò..., ecc. ". Così egli elabora un racconto metaforico, in cui il medico può cogliere oppure no un commento sul suo ritardo. La comodità di usare una metafora è che si lascia al medico (o alla madre) la decisione di vedere nell’enunciato un’accusa, oppure di ignorarla.

dal libro di Bateson: "Verso un’ecologia della mente

Esquizofrenia la enfermedad desconocida

La esquizofrenia (del griego, "mente -escindida") es un diagnóstico psiquiátrico que se refiere a un grupo de trastornos mentales crónicos y graves, en personas con alteraciones en la percepción o la expresión de la realidad.
Una persona con este diagnóstico, por lo general, muestra un pensamiento desorganizado (laxitud asociativa), delirios, alteraciones perceptuales (alucinaciones), alteraciones afectivas (en el ánimo y emociones), del lenguaje y conductuales.
Algunos estudios sugieren que la genética, el entorno durante la infancia, la neurobiología, y procesos psicológicos y sociales estresantes son factores importantes que contribuyen a la esquizofrenia. Hay evidencia sobre la heredabilidad del diagnóstico de esquizofrenia. Ciertos medicamentos y el uso de drogas recreativas parecen causar o empeorar los síntomas. La investigación psiquiátrica actual se centra en el papel de la neurobiología. La alteración de hormona en los neurotrasmisores (la dopamina) parece ser la causa más común.
Lejos quedan las teorías decimonónicas de Freud, Bleuler o el mismo Jung.

Síntomas positivos y negativos

Los síntomas de la esquizofrenia pueden desarrollarse a lo largo de semanas o meses donde se compromete progresivamente la funcionalidad social, según sea la intensidad, la premura y persistencia de las experiencias psicóticas.
En la actualidad los síntomas se agrupan en cinco dimensiones: síntomas positivos, negativos, cognitivos, afectivos y sociales/ocupacionales. Los síntomas positivos son exacerbaciones de fenómenos normales, e incluyen el delirio, alucinaciones auditivas, cambios de conducta, síntomas catatónicos y agitación. Son los síntomas que en general reciben el nombre de "psicosis". Los síntomas negativos se consideran una pérdida o disminución de funciones psíquicas, presentes corrientemente en las personas; estos síntomas incluyen un afecto embotado o plano, retraimiento emocional, apatía, pensamiento desorganizado, limitación en la fluidez y productividad del habla y el pensamiento y restricción en la iniciación de la conducta.
Los síntomas cognitivos son el deterioro de la atención, del procesamiento de la información, de la asociación lógica, pobreza ideativa (dificultad de elaborar nuevas ideas), dificultad para el aprendizaje en serie, y trastorno de las funciones ejecutivas (planificar, secuenciar, priorizar, mantener la atención en la tarea, adaptarse a los cambios). Los síntomas cognitivos son los que provocan mayor discapacidad social. Entre los síntomas afectivos están el aplanamiento afectivo, la disforia (irritabilidad, preocupación, tensión, etc.), el humor depresivo, apatía o falta de motivación, desesperanza, paranoia e ideas e intentos suicidas. Por último están los síntomas sociales/ocupacionales, como hostilidad, impulsividad, aislamiento y conducta antisocial. Naturalmente, no se requiere que estén todos estos síntomas en una sola persona, y para eso diversos autores han propuesto una serie de conjuntos sintomáticos como criterios para realizar el diagnóstico.

Tratamiento

Los avances farmacológicos de los antisicóticos (que alivia la deficiencia de la dopamina), la Terapia cognitiva-conductual, un entorno social adecuado y evitar situaciones estresantes, hacen más llevadera ésta enfermedad cronica. Hoy en día nacen nuevas terapias paralelas al tratamiento farmacológico, como el Arteterapia, Musicoterapia,etc. El Centro Psiquiatrico Maria Gugging en Viena, fue uno de los pioneros en llevar a cabo éste tipo de terapias.


Javier Pastor
Arteterapeuta


ARTE-TERAPIA
Javier Pastor


El Arte Terapia capacita para la ayuda y mejora personal, utilizando las propiedades de los medios y materiales artísticos y favoreciendo la comunicación a través de los procesos de creación de imágenes, la respuesta a esos productos creados y la reflexión sobre las capacidades de la persona, sus circunstancias e intereses. El Arte Terapia hace más hincapié en el proceso de trabajar con imágenes que en el producto final, a la vez que sirve como vía de conocimiento personal a través de la creación artística.

Taller de Expresión plástica

Tema: “La empatía”
Objetivos
1. Entender la práctica artística como desarrollo personal y como vehículo para la mejora social, física y psíquica.
2. Expresar y descubrir el “yo” a través de la realización de experiencias que sirvan como afirmación de la identidad personal (expresión y proyección de sentimientos, conflictos y pensamientos) y para la construcción de significados que faciliten la comprensión del entorno (físico, cultural y social).
3. Estimular las capacidades propias de la persona y entender el arte como una práctica curativa que ayuda a armonizar y a integrar en la intervención terapéutica mediante la práctica artística.


“El arte es mi forma de saber quien soy yo”
Cada persona tendrá una única manera de hacer, originada en las innumerables posibilidades que ofrece la creación de imágenes. Lo único que hace falta es el valor de enfrentarse a uno mismo y los medios de dejar una huella sensible. Es decir, las historias ya están dentro de nosotros esperando a ser contadas, necesitan hacerse presentes a través del medio más oportuno. El producto artístico simboliza emociones que no pueden ser expresadas con palabras. Los pacientes acuden para intentar ser miembros más integrados en la sociedad.

Mujer en reposo (arcilla coloreada)
Mural colectivo (6 personas)
Comunicación no verbal a través del color
Desde una perspectiva psicoterapéutica y rehabilitadora, la participación en el desarrollo de esta obra ha supuesto un efecto sumamente positivo para la salud mental de los pacientes. Se ha tratado en primer término de facilitar la comunicación interpersonal y el trabajo grupal dirigido hacia una meta de carácter complejo, laboriosa y de relevante valor artístico y estético para los participantes. Asimismo, y desde la dimensión del desarrollo de las potencialidades individuales de cada sujeto, ha supuesto una potenciación de funciones cognitivas fundamentales como: atención, memoria, funciones ejecutivas y coordinación visomotora, que frecuentemente están afectadas por la enfermedad.
Mural colectivo (4 personas)
Construir una realidad

Cada una de las sesiones está estructurada en dos módulos, el primero eminentemente plástico, y el segundo de reestructuración cognitiva, consiguiendo así una terapia integradora.
Combinamos una perspectiva psicodinámica en la que se prima la expresión libre, con otra cognitiva en la que se procede a un acercamiento progresivo a la realidad con la readquisición de mecanismos de pensamiento lógico.


Máscaras
Tema: La expresión emocional

Las representaciones visuales, objetivadas a través del material plástico, contribuyen a la construcción de un significado de los conflictos psíquicos, favoreciendo su resolución. La representación plástica sería, desde éste punto de vista, un proceso de construcción del pensamiento.
Destaca los planteamientos de S. Freud y C.G. Jung en cuanto al lenguaje simbólico del inconsciente y el aporte del psiquiatra vienes Hans Prinzhorn que consideraba la motivación creativa como potencial de autosanación.
Interpretación de “El grito” (E. Munch)