martedì 8 febbraio 2011

eschilo - coefore












Elettra Anche a me un'onda di collera pervade il cuore e mi ferisce come una freccia in pieno petto.
a vedere questo ricciolo, dagli occhi mi cadono gocce brucianti, irrefrenabili,un diluvio tempestoso. Come potrebbero questi capelli essere di qualcun altro degli Argivi? Certamente non , se li tagliò l'assassina, mia madre , lei che, empia, nutre versoi figli sentimenti per nulla degni del suo nome. Eppure , come posso accettare così, senza esitazioni, che questa è un offerta del più caro a me tra i mortali, di Oreste?
Ma la speranza mi accarezza.
oh se questo ricciolo avesse voce amica, come un messaggero, così che io non fossi più dibattuta tra due pensieri, e sapessi con certezza se gettarlo via, perchè reciso da testa nemica; oppure, se dal mio stesso sangue, farlo partecipe del mio lutto, per ornare questa tomba e onorare un padre! ... e se il nostro destino è di ottenere salvezza, da un piccolo seme cresce un grande albero...l'angoscia mi prende, annienta la ragione



eschilo coefore la tragedia greca